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Traktor
Scratch Pro: miniguida
Introduzione:
Già tempo fa il sistema Final scratch ci aveva
proiettato nel mixing digitale, permettendo ai djs “old school” di
pilotare la musica sul proprio computer tramite la tradizionale
“interfaccia analogica” dei vinili.
Oggi la Native Instruments ci offre un pacchetto di
lavoro migliorato e completo, comprendente:
-
il software traktor scratch pro
-
una scheda audio (audio8DJ) a bassa latenza
-
2 cd e 2 vinili timecode per pilotare i files musicali
Il sistema hardware-software ci consente di lavorare
in simultanea con 4 decks (tipicamente 2 giradischi e 2 lettori cd),
mixando e rielaborando con effetti e loops tutta la nostra musica in
digitale.
Connessioni:
Concettualmente, che si tratti di vinili o di cd, si
devono “tirare” i cavi RCA in uscita dagli apparecchi agli IN della
scheda audio, così come altri RCA dagli OUT della scheda audio fino ai
line IN del mixer. Ogni cavo riporta per esteso la dicitura corrispondente
ai connettori nei quali va inserito. Comodissimo! Il pacchetto della NI
fornisce 2 cavi multicore, che permettono un utilissimo collegamento “
ponte”: in pratica i cavi sono sdoppiati dalla parte vicina al
giradischi, consentendo di collegare gli RCA anche agli ingressi phono del
mixer. Questo permette di utilizzare vinili non timecode: basta
“switchare” sulla scheda audio nella modalità phono e la scheda audio
verrà così bypassata.
Per utilizzare invece i cd non timecode basta
“switchare” la modalità tramite il software sul computer, in questo
caso la scheda audio farà solo da audio through.
Scheda audio:
L’audio8 DJ è una periferica USB dotata di 4
ingressi e 4 uscite stereo (un totale di 8). E’ caratterizzata da driver
a bassa latenza, che permettono di fatto una codifica da analogico
(comandi impressi sui decks di una consolle tradizionale) a digitale
(riproduzione di file audio) praticamente in tempo reale. I primi due
canali stereo (A e B) posso essere switchati fra modalità vinyl timecode,
cd timecode, phono (utilizzo di vinili normali) e software lock (utilizzo
diretto del software). Il terzo canale stereo (C) è commutabile fra line
e mic (è presente infatti un ingresso microfonico), mentre il quarto (D)
funziona solo in line. Le due coppie di canali C e D funzionano pertanto
solo con i cd e non con i vinili, a meno che i giradischi non possiedano
un’uscita di tipo line. E’ inoltre disponibile un connettore midi IN
ed uno OUT, per collegare periferiche di controllo, come ad esempio i
faderfox.
Cd e vinili
timecode:
I vinili timecode dispongono di tre zone di utilizzo,
mentre i cd contengono 3 tracce. La prima zona del vinile e la prima
traccia del cd trasmettono il lead in al software…cioè mettono la
traccia caricata sul deck del computer in standby e all’inizio. La
seconda zona del vinile (quella più ampia e posta nella parte centrale
del supporto), cosi come la traccia 2 del cd (ben 20minuti di durata),
possiedono il segnale di codifica vero e proprio: sono utilizzate infatti
per pilotare le tracce audio sul computer. La terza zona del vinile e la
terza traccia del cd sono comodissime, e consentono di entrare nella
modalità scrolling della playlist…in poche parole, muovendo il vinile o
il jog del lettore cd, si
possono scorrere (e selezionare) le canzoni nella cartella del computer.
Facilissimo!
Esistono
due diverse modalità di utilizzo del sistema timecode: l’absolute mode
ed il relative mode. Nel primo la traccia audio viaggia indipendentemente
dal punto in cui sta suonando il cd o il vinile, cioè portando la puntina su una posizione diversa o, nel caso di
un lettore cd, portando ad esempio il lettore sull’inizio della traccia
piuttosto che sul punto di cue che abbiamo settato in precedenza su di
esso, non varieremo il punto di riproduzione effettiva del file audio. In
poche parole, la codifica timecode serve a far suonare la traccia, che
ovviamente si può rallentare, velocizzare e scratchare come in absolute
mode, ma la porzione del file che suona viene decisa dai comandi impartiti
tramite il software, che siano hot cues, loops, e tutto ciò che permette
di suonare “on the fly” porzioni di audio all’interno della traccia
anche distanti alcuni minuti. E’ come se il giradischi o il lettore cd
girassero in automatico, mentre noi comandassimo la riproduzione di
porzioni di traccia a nostro piacimento.
La modalità absolute è quella che permette di mantenere rigidamente
legate fra loro la posizione della puntina sul vinile, o del punto in cui
il lettore cd legge il supporto, alla riproduzione audio del file sul
computer. E’ quella che confonde di meno, poiché viene istintivo
portare avanti e indietro i cd o posizionare la puntina sui vinili
pensando al punto della canzone che vogliamo suonare. Quando però
utilizzeremo un punto di cue memorizzato sul file, o un loop, o cercheremo
tramite software di fare un jump ad un'altra porzione predefinita della
traccia, il computer switcherà in automatico alla modalità relative,
poiché leggerà il file audio “a modo suo”. ATTENZIONE a non cercare
di passare da una modalità relative ad una absolute mentre suona una
traccia, si fermerà tutto. Meglio decidere di lavorare sempre in
relative, memorizzando i propri punti di start, loop e hot cues, oppure
lavorare tradizionalmente sempre in modalità absolute, per evitare di
fare macelli.
Visione d’insieme e
delle funzioni di TS:
E’ possibile sfruttare uno dei layout grafici
preimpostati da traktor, ottimizzati per visualizzare contemporaneamente 2
o 4 decks e la playlist da cui attingere la musica. Tutto è ovviamente
programmabile a piacere, secondo le proprie esigenze.
I riquadri dedicati ai decks visualizzano tipicamente
la forma d’onda della traccia caricata e la rappresentazione grafica di
un piatto rotante, sotto forma di un disco con un puntino giallo che ci
dà il riferimento della posizione. La finestra soprastante riporta bpm,
percentuale di pitch, oltre a titolo e autore, addirittura mostra la cover
con il logo della traccia! Nella finestra sottostante troviamo tutte le
funzioni di controllo della riproduzione, tra cui i canonici play e cue,
oltre che una completissima sezione di memorizzazione e richiamo di cue
points, loops, e tutto ciò che ci permette di spostarci in un lampo da un
punto ad un altro della traccia. Si possono memorizzare fino a 8 hot cues,
definibili come load cue (in pratica un punto di cue in cui la traccia si
autoposiziona quando si carica il file sul deck), fade in e fade out, che
permettono di effettuare transizioni automatiche tra tracce, e punti di
loop in e out. C’è anche la rappresentazione della griglia di
sincronizzazione, che ovviamente è modificabile ed aggiustabile a piacere
e permette allineamenti praticamente perfetti fra i dischi. La sezione
loop è molto potente, e sfrutta appieno i vantaggi della griglia,
ancorata alla cassa che scandisce la ritmica nella traccia: i loop,
infatti, entrano ed escono senza la minima sbavatura.
Vi sono due unità effetti individuali (fx1 e fx2)
assegnabili liberamente ai canali. Ogni unità offre in simultanea fino a
tre effetti sommati fra loro (modalità chained), oppure uno solo ma con
possibilità di totale controllo sui parametri (modalità advanced).
L’elenco di effetti è piuttosto lungo, da filtri a delay ecc.ecc., per
un totale di 21. Sono tutti di buona qualità, e sono ovviamente
programmabili e mappabili via midi
Beatmatching:
E’
diventato un gioco da ragazzi. Il software analizza la traccia caricata,
le dà un grid automatico (ovviamente aggiustabile nel caso non sia
perfetto), e le assegna i bpm. E’ presente il tasto autosync che, con un
semplice clic, trascina la riproduzione di una traccia in sincronia con
quella dell’altra che sta già suonando e che viene presa come
riferimento (traccia master). L’operazione di autosync fa passare la
modalità di riproduzione della traccia da absolute a relative, poiché di
fatto il lettore cd o il vinile tirano dritti per la loro strada, ma il
software va a leggere un’altra porzione di file audio (cioè sposta la
lettura in modo che le griglie di sincronizzazione coincidano). Senza
schiacciare questo tasto si può rimanere in absolute mode e portare i bpm
letti dalle due tracce allo stesso valore, con precisione al centesimo di
bpm (!!), e dare il classico colpettino per aggiustare il beatmatching,
aiutandosi con un utilissimo phase meter. Quest’ultimo non è altro che
una rappresentazione grafica dello shift fra due dischi. Quando la
lineetta sarà al centro dell’indicatore (come se stessimo utilizzando
una livella da geometra) i due dischi saranno perfettamente a tempo fra
loro. Il phase meter ci aiuta tantissimo durante il passaggio fra i
dischi, perché ci mostra scostamenti minimi in avanti o indietro, che si
possono così correggere con grande facilità. Credo che con questo
supporto anche un dj alle prime armi sia in grado di mixare perfettamente
due dischi…mai il beatmatching è stato così facile. Questo non toglie,
ai djs più esperti, di guadagnare tempo prezioso per dedicarsi a tutto
quello che è la rielaborazione (effetti, loops) o alla scelta con calma
dei dischi, nonché al sorseggio in relax di un buon cocktail.
Altre funzioni:
Record e broadcast: si
possono registrare le proprie sessioni e trasmetterle su internet in
modalità broadcast
Browser list:
L’elenco dei brani contenuti nel
computer, organizzabile con rigorose gerarchie. Per ogni traccia si
possono memorizzare tutte le informazioni utili al nostro lavoro, tra cui
bpm, data di release, etichetta ecc ecc. Si possono poi realizzare
playlist a piacimento, le stesse si possono importare ed esportare, è
consentito effettuare ricerche filtrando i dati opportunamente, inoltre il
software si ancora allo stesso Itunes
Prova sul campo:
Appena installato il software ed effettuati i
collegamenti, è necessario “calibrare” i cd e vinili timecode. In
pratica il software analizza le codifiche e si “tara” per l’utilizzo
futuro.
La latenza, cioè il ritardo con cui risponde la
scheda, dipende ovviamente dalla potenza del computer su cui il software
è installato.
Il mio è un Macbook 2,2ghz 4gb RAM, che permette di
lavorare senza problemi con una latenza di 2,5ms, praticamente non
avvertibile, utilizzando 2 decks con mastertempo attivato ed effetti
insert.
Questa è la mia configurazione live. Difficilmente
utilizzo 3 decks in simultanea, poiché tendo a concentrarmi sulla
selezione musicale e sulla pista piuttosto che sulla tecnica e sulla
fantasia pura.
Per capire quanto si potesse “spremere” il
sistema ho provato la configurazione a 4 decks, pilotando in simultanea 1
giradischi e 2 lettori cd in timecode, più il quarto decks controllato
direttamente dal computer. Nonostante l’indicatore della cpu si
posizionasse costantemente ad un terzo della barra, o poco più, segno di
ampio margine di utilizzo, non mi è stato possibile lavorare a 2,5ms di
latenza. La scheda audio infatti non riusciva a gestire adeguatamente i
segnali di tutti i canali. Impostando la latenza a 4ms, tutto è girato
perfettamente, inclusi mastertempo su tutte le tracce, autosync e ben due
effetti insert attivi. Il videoclip che ho girato vi da idea di quanto
potente sia questo sistema!
videoclip
demo: traktor scratch pro 4decks
Conclusioni:
Possiedo questo software da meno di tre settimane, ed
il tempo che gli ho dedicato è molto poco. La mia guida non è altro che
uno spunto per capire cosa si può fare oggi con un computer; tutto il
resto, probabilmente, sarete voi stessi a scoprirlo prima di me!
June
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